Paese che vai, toilettes che … non trovi

19 DIC 08
Ultimo aggiornamento: 09:52 | 14 AGO 20
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Italiani vagabondi, attenzione: nell’anno 2008 vi può succedere una cosa di questo genere. Mi è capitato di trovarmi in un grande centro commerciale alle porte di una popolosa città, al secondo piano di uno sterminato centro di vendita di articoli sportivi. Sono invalido ed ho qualche problema in più rispetto ai “normodotati”. Chiedo ad una gentile commessa di indicarmi dove si trovano le toilettes, in particolare quella per i disabili. La signorina mi scruta con sincero stupore, un’espressione identica a quella che avrebbe assunto se le avessi chiesto di uscire con me a cena la sera stessa o di mostrarmi l’ultimo modello di trampolino olimpico da 120 metri per il salto con gli sci. La toilette non c’è al secondo e neppure al primo piano del paradiso degli sportivi. Bisogna scendere con la scala mobile, uscire, attraversare la galleria che unisce i vari negozi, trovare il bar e domandare con discrezione (e con la tacita promessa di consumare successivamente almeno un caffè) dove siano i servizi. Chiaramente non c’è una toilette specifica per i disabili, in compenso ci sono due o tre scalini tanto per rendere più acrobatica l’operazione. Non me la sono fatta addosso (perdonate la prosaicità) per una manciata di secondi. Dove mi è successo questo? A Tripoli? A Tirana? Ad Istanbul? A Magas in Inguscezia? No. A Cinisello Balsamo, Milano, Italia.